ADELE DI ROCCO E LA VIOLENZA DI GENERE: QUANDO L'IMPEGNO DI UNA DONNA DIVENTA UN BENE PER TUTTI
- Mariella Cesaroni
- 23 giu
- Tempo di lettura: 6 min

Dalla difesa delle vittime di violenza di genere alla costruzione di nuove tutele: la testimonianza che ha aperto il Voice Control Show
Ci sono persone che scelgono di osservare i problemi da lontano.
E poi ci sono persone che decidono di entrarci dentro.
Persone che ascoltano il dolore, che raccolgono storie difficili, che affrontano ogni giorno ciò che molti preferirebbero non vedere.
Tra queste persone c'è Adele Di Rocco.
Lo scorso 20 giugno 2026, in occasione del Voice Control Show organizzato da SAC – Associazione Sviluppo Arte e Cultura e ospitato presso Marval Studios sede di Sant'Egidio alla Vibrata (TE), la presidente Mariella Cesaroni ha voluto fortemente la presenza di Adele Di Rocco sul palco, invitandola ad aprire la serata con una testimonianza dedicata al valore dell'impegno civile, della tutela delle vittime e della responsabilità collettiva.
Non un intervento formale.
Non una semplice presentazione.
Ma il racconto diretto di una donna che da anni vive accanto alle vittime di violenza di genere, ai familiari delle vittime di femminicidio e a chi si trova improvvisamente travolto da eventi che cambiano per sempre la vita di intere famiglie.
Quando l'attivismo diventa azione concreta nella battaglia contro la violenza di genere
Durante il suo intervento, Adele Di Rocco ha ricordato come il Coordinamento Codice Rosso sia nato dall'esperienza quotidiana accanto alle persone che chiedono aiuto.
Un'associazione che offre supporto psicologico e assistenza legale immediata alle vittime e che, nel tempo, ha esteso il proprio raggio d'azione ben oltre i confini regionali.
Ma il suo percorso non si è fermato all'assistenza.
Davanti a casi che hanno profondamente segnato l'opinione pubblica, Adele Di Rocco ha scelto di trasformare l'indignazione in proposta, il dolore in partecipazione, la denuncia in cambiamento.
È questa la differenza che separa chi commenta la realtà da chi prova concretamente a migliorarla.
Il significato del Codice Rosso
Nel suo intervento è stato inevitabile il riferimento alla legge che porta il suo nome: "Codice Rosso", la Legge 19 luglio 2019 n. 69, uno dei principali strumenti normativi italiani per il contrasto alla violenza domestica e di genere. La legge nasce con l'obiettivo di accelerare gli interventi della magistratura e delle forze dell'ordine nei casi di particolare gravità, introducendo una vera e propria corsia preferenziale per le denunce riguardanti violenza domestica, stalking, maltrattamenti e violenza sessuale.
Il principio alla base della norma è semplice ma fondamentale: il tempo può fare la differenza tra la protezione di una vittima e il verificarsi di conseguenze irreparabili.
Per questo motivo il pubblico ministero, ricevuta la notizia di reato, deve attivarsi con particolare rapidità e ascoltare la persona offesa entro termini molto più stringenti rispetto al passato.
La legge ha inoltre introdotto nuove fattispecie di reato, come il revenge porn, ha rafforzato le misure contro stalking e maltrattamenti, ha previsto maggiori tutele per le vittime e ha esteso gli strumenti di protezione disponibili.
Più che un semplice intervento legislativo, il Codice Rosso rappresenta il riconoscimento di una necessità sociale: quella di non lasciare sole le persone che denunciano violenze e soprusi.

Gli orfani di femminicidio: quando la solidarietà diventa sistema
Tra i passaggi più significativi dell'intervento di Adele Di Rocco vi è stato il ricordo dell'impegno per i figli delle vittime di femminicidio.
Dietro ogni femminicidio non c'è soltanto una vittima.
Ci sono genitori, fratelli, sorelle.
E spesso ci sono bambini.
Bambini che da un giorno all'altro si ritrovano senza una madre e con una vita completamente stravolta.
L'attenzione verso questi minori rappresenta uno degli aspetti più profondi dell'impegno portato avanti negli anni dal Coordinamento Codice Rosso: ricordare che la violenza non colpisce mai una sola persona, ma produce conseguenze che si propagano nel tempo e nelle generazioni.
Lo spazio che nessuno concede
Ci sono persone che attendono per anni di essere riconosciute, valorizzate o sostenute. E poi ci sono persone che continuano a lavorare per il bene degli altri anche quando quel riconoscimento non arriva.
L'impegno di Adele Di Rocco racconta proprio questo.
Ci ricorda che il valore di una persona non dipende dalla visibilità che riceve, ma dall'impatto concreto che lascia nella vita degli altri. Molte donne conoscono bene la fatica di dover dimostrare continuamente il proprio valore, di vedere il proprio impegno passare inosservato o di sentirsi sottovalutate. Eppure, spesso, è proprio da queste esperienze che nasce una forza straordinaria.
La forza di chi non aspetta che qualcuno gli conceda uno spazio, ma lo costruisce con il lavoro, la determinazione e la volontà di essere utile alla collettività.
Perché c'è una differenza fondamentale tra chi cerca visibilità e chi cerca di fare la differenza: i secondi continuano ad agire anche quando nessuno guarda.
Forse è anche per questo che SAC ha scelto di invitare Adele Di Rocco sul palco del Voice Control Show. Non per celebrare un titolo, ma per condividere un esempio. Per ricordare che esistono donne che non hanno atteso che qualcuno concedesse loro un posto nel mondo: lo hanno costruito giorno dopo giorno, trasformando il proprio impegno in un aiuto concreto per chi ne aveva bisogno.
Un territorio che deve imparare a riconoscere il proprio valore
L'intervento di Adele Di Rocco ha offerto anche uno spunto di riflessione più ampio.
Molto spesso si pensa che il cambiamento debba arrivare dall'alto.
Da un'istituzione.
Da un ente.
Da una figura autorevole.
La storia di Adele racconta invece qualcosa di diverso.
Racconta che una singola persona può decidere di non voltarsi dall'altra parte.
Può raccogliere firme.
Può sensibilizzare l'opinione pubblica.
Può creare reti di sostegno.
Può contribuire a migliorare leggi e strumenti di tutela.
Può diventare un punto di riferimento per centinaia di persone.
E può farlo partendo dal proprio territorio.
Forse una comunità cresce davvero quando riesce a riconoscere il valore delle persone che operano ogni giorno al suo interno, spesso lontano dai riflettori, senza clamore e senza privilegi.
Perché il cambiamento sociale raramente nasce dagli slogan. Nasce dall'impegno quotidiano di chi continua a esserci. Anche quando sarebbe più semplice smettere.

La salute mentale come parte della stessa riflessione
Uno degli aspetti più interessanti emersi durante la serata è stato il legame tra temi che troppo spesso vengono affrontati separatamente: violenza, supporto psicologico, consapevolezza personale e salute mentale.
Il Coordinamento Codice Rosso opera quotidianamente accanto alle vittime offrendo non soltanto orientamento e assistenza legale, ma anche un supporto psicologico immediato, elemento fondamentale nei percorsi di ricostruzione personale successivi a situazioni di abuso, trauma e violenza.
In questo contesto ha assunto un significato particolare la scelta di Mariella Cesaroni, presidente di SAC e direttrice artistica del Voice Control Show, di concludere la serata con l'interpretazione del suo brano Il mio disordine perfetto.
La canzone, premiata nel 2025 nell'ambito del concorso Music@Mens promosso dalla ASL Roma 2 e patrocinato da Rai Cultura e Ministero della Cultura, che affronta il tema della salute mentale attraverso una prospettiva di consapevolezza.
Il messaggio dell'opera è semplice ma profondo: le fragilità non rappresentano necessariamente qualcosa da nascondere o correggere, ma possono diventare una parte integrante della propria identità, della propria crescita e della propria forza.
Una riflessione che dialoga naturalmente con il lavoro svolto da professionisti, associazioni e operatori che ogni giorno accompagnano persone ferite da esperienze traumatiche verso percorsi di recupero, autonomia e dignità.
In questo senso, il Voice Control Show non è stato soltanto un evento artistico, ma uno spazio nel quale cultura, cittadinanza attiva e benessere psicologico hanno trovato un terreno comune di confronto.
Perché ogni percorso di rinascita, che abbia origine da una ferita personale, da una situazione di violenza o da una fragilità interiore, inizia sempre dallo stesso punto: il coraggio di guardarsi dentro e riconoscere il proprio valore.
Il senso della presenza di Adele Di Rocco al Voice Control Show 2026
La presenza di Adele Di Rocco al Voice Control Show non è stata casuale.
SAC – Associazione Sviluppo Arte e Cultura crede che la cultura non sia soltanto spettacolo, musica o formazione.
La cultura è anche cittadinanza.
È consapevolezza.
È capacità di ascoltare chi costruisce valore sociale attraverso il proprio lavoro.
Per questo motivo Mariella Cesaroni, presidente dell'associazione, ha voluto condividere il palco con una donna che ogni giorno mette la propria voce al servizio di chi, troppo spesso, non riesce a farsi ascoltare.
Perché esistono persone che usano la voce per cantare.
Persone che la usano per insegnare.
E persone che la usano per difendere.
Forse il messaggio più importante lasciato sul palco del Voice Control Show è proprio questo: non serve attendere che qualcuno ci autorizzi a fare la differenza. Quando un obiettivo è guidato dall'umanità, dalla responsabilità e dal desiderio di aiutare gli altri, il cambiamento trova comunque la sua strada.
Perché le voci più importanti non sono sempre quelle che si sentono di più.
Spesso sono quelle che, in silenzio, cambiano la vita delle persone.

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